Report
SBC 3.0
Ebbene sì, siamo arrivati alla terza release…
Dopo Milano 2003 (la prima pietra) e Milano 2006 (la ribalta mediatica), Torino 2010 segna un nuovo step evolutivo: abbiamo definitivamente sdoganato la legalità di SBC.
E’ avvenuto in maniera naturale, con tutte le componenti fondanti il movimento, senza sembrare finto e snaturato, ma tutt’altro, risultando molto aggregante, perché luoghi, spazi, atmosfera e ambientazione sono risultati perfetti.
Il campo di gioco è stato la centralissima Cavallerizza Reale in via Verdi, un complesso storico prossimo al restauro in centro a Torino, con una varietà di pareti e materiali ideale per un SBC; uno spazio centrale in cui allestire stand e banchetti, delimitato da due archi che hanno dato vita a finali emozionanti, scenografiche… un capannone in cui dare casa alla mostra fotografica, file di alberi per la slack-line… cosa volere di più?!…
Giungendo da via Verdi si aveva la sensazione di entrare in un bosco un po’ rado di cui inizialmente percepisci solo i rumori, dapprima distanti, che lentamente si definiscono ed infine ti avvolgono; da lontano ne intravedi le fattezze, ma solo addentrandovi riesci a metterne a fuoco i dettagli: i primi climber alle prese con il cancello d’ingresso, alcune panchine usate da passanti curiosi, gli amici circensi intenti a preparare il loro spettacolo, il buffet in allestimento, le ragazze dello stand che consegnano i pacchi gara, l’ingresso della mostra…
e poi arrampicatori sui muri un po’ ovunque ma non ammassati… a giusta gradevole distanza… e di cornice una splendida giornata di fine estate.
Torino 2010 è stato soprattutto l’enorme lavoro dei ragazzi che assieme a Diedro hanno speso giorni e giorni per scegliere e allestire il campo da gioco, per tracciare, fotografare, segnare, pulire, ma non solo…
Diventare “grandi” e legali, significa burocrazia, istituzioni, scartoffie… un lavoro immane iniziato quasi 6 mesi fa… e se SBC Torino è stato, lo si deve soprattutto al nostro presidente King, che ha dimostrato di meritarsi onorevolmente il nick…
Ma torniamo a noi… SBC Torino non è solo blocchi e crash-pad: abbiamo inaugurato la seconda edizione della mostra fotografica “Il mattone rampante” che ha raccolto foto di urbana arte arrampicatoria provenienti da tutto il mondo; è stato realizzato un allestimento che ha esaltato i lavori selezionati, ricreando, in un capannone fatiscente, diversi angoli di città; grazie alla collaborazione del settore verde pubblico del Comune, di Amiat e di GTT è stato possibile avere cassonetti dell’immondizia, cartelli stradali, panchine, fontane, una fiat 500 gialla (grazie Die!); insomma, un percorso fotografico immerso in dettagli urbani coreografici, varato con inaugurazione ufficiale con tanto di assessore, pubblico, fotografi e rinfresco.
All’esterno la musica di un dj-set ha accompagnato fin dalle prime ore del pomeriggio i climber affamati di polveri e calcinacci. Bramosi di cominciare e scalpitanti forse per il luogo, hanno fatto saltare tutti i nostri piani “costringendoci” ad iniziare molto prima dell’ora stabilita; abbiamo così distribuito magliette e mappe del contest nei bellissimi sacchi gara personalizzati (non ci siamo fatti mancare niente!) ed aperto le danze.
I blocchi erano dappertutto, in numero che ancora oggi le cronache concordano nel definire “esagerato”. Ogni parete, angolo o anfratto delle scuderie reali è stato esplorato e tracciato; le difficoltà delle linee proposte consentivano a chiunque di giocare e divertirsi senza annoiarsi o deprimersi.
Il tempo è trascorso così, “pascolando” tra ragazzi che arrampicavano gaudenti e chi si prendeva una pausa per una birra o un piatto di leccornie…
Ci è quasi dispiaciuto interromperli per le finali, precedute da uno spettacolo di arte circense che ha raccolto tutti nel cortile centrale e creato la giusta tensione emotiva.
Per la prima volta ho visto una Torino “calda”, non venuta solo per arrampicare ma principalmente per divertirsi e fare serata. Le finali sono state l’apice della festa, due archi praticamente paralleli, due finali speculari ma diverse, più semplice ed elegante quella juniores/femminile, violenta e primitiva quella maschile. La cronaca è stata brillantemente raccontata da Marzio Nardi che ha sottolineato i momenti importanti e decretato i vincitori: Loic Gulioz per la categoria maschile, Federica Mingolla e Claudia Ghisolfi pari merito per la categoria femminile, Giulia, Martina e Alessandro per quella juniores.
Così ho vissuto questa giornata, con la lenta consapevolezza che il percorso intrapreso ci stesse portando in un posto che mi piaceva; legalizzare SBC non significa solo avere il permesso di arrampicare in città, ma sfruttare tutto ciò che la città offre in verticale e non, per diffondere l’arrampicata come gesto, gioco, aggregazione, rispetto dell’ambiente, delle persone, del proprio corpo, conoscenza dei limiti propri e degli altrie soprattutto libertà… libertà di guardare un muro, vederci una linea e partire!
a cura del negher
La mostra fotografica "Mattone Rampante" è allestita presso la palestra Palabraccini in Via Braccini 19 a Torino.
Potete anche guardare online le opere selezionate.
